Master, Corsi e Consulenza Aziendale

+39 06/45471749

info@makeitso.it

Blog

aprile 3, 2019

Dal Jobs act al Decreto dignità

Le ultime due riforme in termini di contrattualistica sono state il Jobs Act, nel 2014, e il Decreto Dignità, nel 2018. Se il primo ha avuto un impatto su tutte le tipologie contrattuali, il secondo si è invece concentrato sui contratti a termine e quelli di somministrazione, con azioni anche in controtendenza rispetto alla precedente riforma.
Alcune novità introdotte da queste due riforme sulle tipologie contrattuali più diffuse.

Contratto a tempo determinato

Con il Jobs Act viene eliminato l’obbligo di specificare la causale, che aveva l’obiettivo di giustificare l’esistenza di un termine nel contratto: si parla di contratto a termine a-causale. Esso può avere una durata massima di 36 mesi e un numero massimo di 5 proroghe. Viene inoltre introdotto il “periodo cuscinetto”: se alla scadenza del contratto, o dopo i 36 mesi massimi consentiti, il lavoro prosegue per altri 30 giorni (nel caso di contratto con durata inferiore ai 6 mesi) o per altri 50 giorni (nel caso di contratto con durata superiore ai 6), il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione contributiva per ogni giorno di lavoro svolto; terminato questo periodo di 30 o 50 giorni, il contratto si considera trasformato a tempo indeterminato. Altra novità è l’introduzione di un limite massimo alla stipula dei contratti a tempo determinato da parte di uno stesso datore di lavoro: il numero dei contratti a tempo determinato deve essere non più del 20% del numero di lavoratori a tempo indeterminato.
Con il Decreto Dignità si è fatto un passo indietro rispetto al Jobs Act: vengono, infatti, reintrodotte le causali. Rimane possibile stipulare un primo contratto a termine a-causale di durata non superiore ai 12 mesi; tuttavia, ciò è possibile solo se tra quel datore di lavoro e quel lavoratore non sia mai stato stipulato un contratto in precedenza. Nel caso in cui il contratto dovesse avere una durata superiore ai 12 mesi o si dovesse andare incontro proroghe, la causale diventa necessaria per la stipula del contratto. In particolare, le causali possono essere:

  • Esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività
  • Esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria
  • Causale sostitutiva

Altra novità del Decreto Dignità è la riduzione della durata massima dei contratti a tempo determinato: da 36 a 24 mesi. Viene, inoltre, ridotto il numero di proroghe ammesse: da 5 a 4. Infine, con lo scopo di scoraggiare il ricordo al contratto a tempo determinato a favore della stipula di un contratto a tempo indeterminato, viene previsto un aggravio contributivo dello 0,5% a carico del datore di lavoro per ogni rinnovo.

Contratto di apprendistato

Il Jobs Act è intervenuto su questa tipologia di contratto cercando di semplificarlo. Proprio per snellire gli oneri e i vincoli burocratici, è stata eliminata la forma scritta del Piano Formativo Individuale. Inoltre, viene data maggiore libertà al datore di lavoro: egli ora ha la possibilità (e non più l’obbligo) di integrare la formazione professionalizzante con quella pubblica e non è più obbligato ad assicurare lo svolgimento completo del periodo di formazione a un certo numero di apprendisti per poterne assumere altri. Infine, viene introdotta la retribuzione del 35% solo per le ore di formazione, per l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale.

Contratto di somministrazione

Il Jobs Act ha introdotto l’a-causalità totale nella stipula del contratto di somministrazione, come già avvenuto nel contratto a tempo determinato. La durata massima prevista è di 36 mesi, con un massimo di 6 proroghe ammesse. Inoltre, viene consentito un numero illimitato di riattivazioni del contratto, senza la necessità dello Stop&Go.
Il Decreto Dignità, coerentemente con quanto avvenuto con il contratto a tempo determinato, ha reintrodotto le causali anche nel contratto di somministrazione. Anche qui, inoltre, è stato introdotto l’aumento contributivo dello 0,5% in caso di rinnovo.

Contratto a progetto

Il Jobs Act è intervenuto in maniera estrema sui contratti di collaborazione a progetto: non sarà più possibile stipularne di nuovi e quelli in essere non potranno essere rinnovati. Tuttavia, ci sono alcune deroghe: dall’abolizione dei contratti a progetto saranno escluse alcune categorie di lavoratori appartenenti al settore della pubblica amministrazione, alle professioni intellettuali e alle funzioni di amministrazione e controllo di società, collegi e commissioni.

Job Sharing

Il Jobs Act ha abolito anche questa forma contrattuale, essendo applicata in Italia in appena 300 casi.

Il Master in Amministrazione delle risorse umane, approfondisce la tematica della contrattualistica con tutte modifiche in merito agli ultimi aggiornamenti, sono presenti anche moduli legati al Payroll, Contabilità, Procedure di assunzioni e Selezione per dare una conoscenza a 360° nell’area HR.

 

, ,
About Make It So
Make it So è una società di consulenza che opera a 360° nell'ambito dello Sviluppo Del Personale: Formazione, Recruiting, Assessment e Coaching per enti ed aziende che desiderano valorizzare il loro potenziale e per privati e professionisti intenti in uno sviluppo di carriera.