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Gennaio 15, 2020

Intervista a Giorgio Beltrami: massimo esperto LEGO® Serious Play® in Italia

Abbiamo avuto modo di intervistare Giorgio Beltrami, professore a contratto presso l’Università Bicocca di Milano, consulente e facilitatore nonché massimo esperto italiano della metodologia LEGO® SERIOUS PLAY®, autore del libro “LEGO® SERIOUS PLAY® Pensare con le mani. Valore per le persone, valore per le organizzazioni.” con l’obiettivo di aiutare la diffusione e la comprensione delle tecniche per facilitare i gruppi di lavoro.

Che cosa si intende per Facilitatore?
Il facilitatore, a differenza del formatore, non è titolare di contenuti e soluzioni specifiche, ma di domande potenti. Il suo ruolo è facilitare un gruppo perché lo stesso possa sviluppare contenuti e soluzioni proprie. E’ un vero e proprio agevolatore.

Quali sono gli strumenti per facilitare gruppi di lavoro?
La gamma di tecniche e strumenti disponibili è sterminata e afferisce a diversi mondi e discipline: Service Design, Desing Thinking, Innovative Thinking etc.
Ciò che consente di scegliere lo strumento o gli strumenti giusti è la corretta comprensione dei “bisogni” (needs) del cliente. E’ a partire da quelli che poi si può progettare il miglior percorso possibile.
Ovviamente ciò che è richiesto al facilitatore è la conoscenza di un adeguato set di strumenti e tecniche da utilizzare coerentemente con i needs: una cosa infatti è facilitare la produzione di idee, altra cosa è facilitare un confronto su un tema; una cosa è facilitare lo sviluppo dei contenuti di un progetto, altra cosa è facilitare lo sviluppo di una visione e di uno scenario.
E se poi il facilitatore non possiede le tecniche richieste, è importante che abbia una network ampio e solido così da attivare risorse e competenze che integrandosi e componendosi creino un team in grado di soddisfare i bisogni del cliente.

Che valore danno le organizzazioni i metodi di facilitazione?
Penso che le organizzazioni debbano ancora scoprire il reale potenziale della facilitazione quale strumento per valorizzare e capitalizzare il know how e l’expertise dei propri collaboratori in un contesto di relazioni cooperative e orientata alla coproduzione di valore. Come detto nel mio libro,  la formazione è ancora troppo presente come risposta unica e scontata ai problemi di una organizzazione insieme alle attività di team building.
La facilitazione è una terza via che ancora le aziende devo esplorare fino in fondo per coglierne tutto il valore. Ma il cammino è intrapreso.

Come mai si è avvicinato al metodo LEGO SERIOUS PLAY (LSP)?
Il metodo l’ho scoperto preparando alcune lezioni in università sul tema del Service Design: mi ha incuriosito, ho fatto il corso e dal 2012 ne faccio un utilizzo costante…ove coerente con i needs dell’organizzazione cliente.

I vantaggi del LEGO SERIOUS PLAY in azienda, i motivi che lo spingono ad utilizzare?
Se fino a qualche tempo fa il metodo LSP era la novità e quindi diverse aziende vi si avvicinavano con curiosità, ma senza sapere sostanzialmente di cosa si trattasse, ora invece il metodo è noto e sempre più organizzazione ne comprendono i vantaggi: operare in un contesto collaborativo che garantisce il pieno ingaggio di tutti i partecipanti, rompere il pensiero routinario, far emergere risorse individuali e di gruppo connesse con la creatività e la narrazione, ottimizzare i tempi (e quindi i costi) per lo sviluppo di risposte e soluzioni riducendo lo “spreco di parole”… Ma soprattutto: rimettere al centro le persone con le loro competenze, storie, professionalità come parte attiva (e mai passiva) del processo di produzione di valore.
E, infine, garantire una giusta dose di divertimento.

Come applicare la metodologia nei processi decisionali di Management?
Il metodo LSP aiuta team e organizzazioni a sviscerare e poi consolidare elementi (“principi guida”) che aiutano, da un lato, i team e le organizzazioni a diventare i miglior team possibili creando un set di principi guida condivisi rispetto ai processi decisionali e, dall’altro, le organizzazioni a definire principi cardine per disegnare o ridisegnare una strategia “real time”, cioè di reagire in modo rapido e celere alle turbolenze del proprio settore di mercato.
In tal senso e molto spesso, un workshop LSP è il primo passo di una percorso che si può poi articolare in forme e modalità anche molto diverse da realtà.

Che ruolo deve avere il facilitatore nell’operatività del metodo LSP?
E’ importante che il facilitatore sia un facilitatore certificato: il che significa aver fatto un percorso di formazione dedicato. Il corso organizzato da Make it so, di cui sono il trainer/facilitatore, ha una giornata dedicata al metodo LSP ma non ha la finalità di addestrare sul metodo, piuttosto aiuta i partecipanti a conoscerlo e sperimentarlo (mettendo le mani sui mattoncini), a capire come proporre e promuove al proprio interno o presso i propri clienti il metodo e, infine, a come progettare al meglio un intervento LSP in un rapporto stretto con il facilitatore.

Quindi il ruolo del facilitatore è quello, da un lato, di garantire un ambiente “safe” dove le persone siano messe nelle migliori condizioni per portare il loro personale contributo e, dall’altro, il rispetto delle “regole di ingaggio”

Giorgio Beltrami sarà il Formatore del Corso il facilitatore del team “dal metodo Lego Serious Play agli strumenti del Service Design Thinking erogato da Make it So, in partenza il 16-17-18 Marzo a Roma.

Il corso progettato in collaborazione con Make it So ha proprio l’obiettivo di sviluppare e allenare le capacità di Facilitazione comprendendo la differenza con i classici approcci formativi.

Un po’ di letteratura:
Giorgio Beltrami, LEGO SERIOUS PLAY: pensare con le mani, Franco Angeli
Kristiansen & R. Rasmussen, Il metodo LEGO SERIOUS PLAY per il business, Franco Angeli

Make it So e i Lego un sodalizio perfetto

 

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