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Novembre 24, 2020

Le peculiarità del bilancio delle competenze

Il bilancio di competenze, nell’ambito dell’orientamento professionale, è uno strumento che serve a mappare le proprie conoscenze e abilità. L’obiettivo è conoscere sé stessi per imparare a muoversi nel mondo del lavoro, costruendo un proprio progetto formativo e di crescita. Un lavoro complesso ma molto utile, che si concretizza non in un semplice documento ma in un vero modello di analisi.

Nel mondo della formazione professionale e dell’orientamento, il bilancio di competenze è ormai considerato uno strumento fondamentale per strutturare percorsi di inserimento lavorativo.

Il bilancio di competenze generalmente è proposto alle persone che non hanno un obiettivo professionale definito, o che deve essere ridefinito. I destinatari possono essere occupati in via di transizione e cambiamento professionale, o inoccupati, devono avere tempo a disposizione, una buona capacità di autoanalisi e una buona capacità di scrittura (il percorso è scandito da schede).

Il bilancio di competenze si configura principalmente come un percorso a sostegno dell’inserimento o re-inserimento lavorativo. Risponde soprattutto al bisogno di definire operativamente un progetto professionale personale, a partire da una esperienza lavorativa pregressa che può essere valorizzata in un nuovo percorso lavorativo.

Ma cosa intendiamo per competenza?

Per competenza intendiamo:

una caratteristica intrinseca individuale che è causalmente collegata ad una performance efficace o superiore in una mansione o in una situazione, e che è misurata sulla base di un criterio prestabilito.

Caratteristica intrinseca significa che la competenza è parte integrante e duratura della personalità d’un individuo, del quale può predire il comportamento in un’ampia gamma di situazioni e di compiti di lavoro.

Causalmente collegata significa che la competenza causa o predice il comportamento e risultati ottenuti.

Misurata su un criterio prestabilito significa che la competenza predice chi esegue un lavoro bene o male, secondo criteri o standard specifici.

La durata di un Bilancio di Competenze può variare in relazione al tipo di beneficiario e all’obiettivo che si propone di conseguire.

In generale si ritiene che un bilancio di qualità debba avere una durata minima di 16 ore fino ad un massimo di 24 ore, da realizzarsi nell’arco temporale di almeno due mesi.

Tra le varie attività incluse nel bilancio di competenze vi sono le seguenti:

  • colloqui individuali con il professionista dell’orientamento
  • somministrazione di test auto-valutativi per misurare le proprie attitudini
  • compilazione di schede di orientamento al lavoro

Esistono diversi modelli di bilancio di competenze e differenti modalità per crearlo, non esistendo una sua definizione legislativa. In linea generale, però, è possibile individuare tre fasi di lavoro:

  • Fase pre-diagnostica. È il momento dell’accoglienza e della conoscenza tra il protagonista del bilancio e l’orientatore che lo aiuterà nel percorso. Si procede a illustrare le modalità di analisi, la struttura, le finalità.
  • Fase diagnostica. È la fase dell’esplorazione di sé: ricostruzione della biografia, mappatura e valutazione delle conoscenze, competenze e capacità, acquisizione di informazioni sull’ambiente professionale in cui ci si muove e sulle relative occasioni.
  • Fase conclusiva. Si fa sintesi dei due momenti precedenti, analizzando punti di forza e di debolezza emersi. Si arriva così alla definizione del progetto professionale e delle tappe di realizzazione.

L’approfondimento di questi ed altri strumenti li potrai trovare nel Corso in Bilancio delle Competenze nei Percorsi D’Orientamento in partenza il 24 Febbraio, formula weekend.

 

 

 

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