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dicembre 9, 2019

La Leadership servant (il leader a disposizione del gruppo)

Il concetto di leadership servant nasce nel 1970 da Robert Greenleaf, il quale prese spunto da un’immagine di un personaggio che lo colpì particolarmente, presente in un romanzo di Herman Hesse.
La leadership servant rappresenta una filosofia della leadership in cui l’obbiettivo principale del leader è “servire” gli altri.
Questo la distingue dal concetto tradizionale di leadership gerarchica a cui comunemente fanno capo le organizzazioni.
Una leadership al servizio condivide il potere, mette le necessità dei dipendenti in prima linea e aiuta le persone ad evolvere e a raggiungere i più alti risultati possibili (in questo risiedono parallelismi con la figura di coach e di facilitatore).
La leadership servant, inverte le norme, mettendo come priorità il customer service.
Non è il gruppo che esiste per servire il capo ma è il capo che esiste per servire il gruppo.
L’autore di questo concetto, Greenleaf, afferma che la domanda principale che si pone un leader servant è: “Le persone verso cui mi metto a disposizione, possono crescere come individui? Possono diventare più sani, più saggi, liberi, autonomi, più simili a loro stessi, quando mi metto al loro servizio?”

GUIDARE SERVENDO:
L’equilibrio in cui si muove un leader servant risiede nella capacità di essere al timone dell’organizzazione mettendosi al servizio. Questo concetto si concretizza nell’esercizio di un’autorevolezza implicita, che nasce dall’incarnare un esempio di disponibilità e autenticità diventando un punto di riferimento chiaro. Esercitando in questo modo la coerenza tra i valori di riferimento e il comportamento agito quotidianamente, il leader servant diventa un modello di ispirazione.
Cosa fa per esserlo? Ascolta molto, si fida delle proprie emozioni, (mettendo in pratica l’intelligenza emotiva) ed utilizza strumenti che facilitano la messa in atto delle sue competenze traversali, come l’autoconsapevolezza, l’uso di un linguaggio assertivo e l’assenza di giudizio.
Questo operato, permette di passare da una logica di controllo ad una di servizio, che fa riferimento alla cultura della cura, alla base della quale risiede il concetto di empowerment di gruppo e la consapevolezza dei vantaggi di una leadership diffusa.
Per mettere in atto questo differente stile di leadership, occorre indubbiamente sviluppare una forte fiducia in se stessi e nei propri modi di agire, che permetta di spostare il focus da se stessi e dai propri interessi personali, agli altri. Si è rivelato essere, pertanto importante un senso di missione nei leader con stile servant.
ASPETTI BENEFICI sui dipendenti di un organizzazione.
Questo stile di leadership comporta e rafforza il senso di fiducia, tra “capo e dipendente”, che si traduce in una maggiore attivazione da parte dei dipendenti per ripagare dell’attenzione che il leader ha posto nei propri confronti. È quindi un approccio che fa leva sulla motivazione intrinseca.
I leader servant mettono i dipendenti sopra a tutto, anche prima dell’organizzazione stessa, privilegiando a pieno un approccio incentrato sulla persona.
Questo di rimando, comporta effetti positivi sull’approccio che i dipendenti hanno nei confronti dell’organizzazione, tra cui: maggiore affiliazione, senso di appartenenza ed orgoglio per i risultati raggiunti. Questo approccio diminuisce drasticamente l’assenteismo ed aumenta il desiderio di apprendimento. È stato dimostrato che il gruppo apprezza ed emula l’esempio positivo del comportamento e dello stile di approccio del leader, (diventando a sua volta leader servant).
Nella costruzione di un ambiente emotivo sicuro sul posto di lavoro, i leader con stile servant incoraggiano l’accettazione e valorizzano la diversità e l’errore come possibile fonte di apprendimento, astenendosi da comportamenti di giudizio o condanna. L’esternazione emotiva da parte dei dipendenti, incoraggiata dall’ascolto attivo, viene utilizzata come strategia preventiva, per la risoluzione dei conflitti.
Anche il perdono è un aspetto molto importante nella gestione dei conflitti relazionali che applica questo stile di leadership.
Tutto ciò si ripercuote in maniera molto positiva sulle performance lavorative.
Lo stile “bottom-up” tipico di questo approccio, permette una maggiore responsabilizzazione da parte del personale, che tenderà ad essere maggiormente impegnato e collaborativo. In un clima emotivamente sereno sarà inoltre più facile concentrazione e sviluppo del potenziale individuale.

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