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aprile 10, 2018

Il welfare aziendale conviene

Negli ultimi di due anni, all’interno degli ambiti aziendali, c’è una parola che ha catturato l’attenzione di tutti gli operatori delle risorse umane: si tratta della parola Welfare.

Ma cosa è il welfare ed in cosa consiste? Come è iniziato? e perché si sta sviluppando così rapidamente? Queste sono le domande in riferimento alle quali, gli operatori Human Resources, devono farsi trovare pronti.
Non esiste una definizione univoca della parola Welfare in gergo aziendale, la sua traduzione letterale indica però un significato ben chiaro: Benessere.
Nel tempo il Welfare, e quindi il benessere in azienda, è stato concepito in modi diversi, ma con un unico filo conduttore: si è configurato da sempre come una “scelta” dell’azienda di porre in essere una serie iniziative che andassero a vantaggio dei propri dipendenti. Oggi, soprattutto grazie all’intervento del legislatore, scegliere il welfare è una scelta di convenienza.

L’indimenticabile Adriano Olivetti, che ha portato nella fabbrica cultura, arte ed assistenza ha di fatto aperto un canale verso la quale oggi le imprese convergono, ne sono un esempio le grandi multinazionali come Microsoft o Google e tante altre, che sempre di più avviano progetti mettendo la persona al centro.
Oggi il Welfare nelle aziende può essere rappresentato come sintesi di due leve diverse: il Work life balance ed il Flexible Benefit.

Perché conviene investire in Work life Balance ed in cosa consiste?
La risposta a questa domanda è molto semplice, lo dimostrano i massimi organi d’informazione nazionali es: Il sole 24 ore, La Repubblica e Corriere della Sera.

Per le aziende che investono in misure di conciliazione vita lavoro il Governo ha messo sul piatto molte risorse economiche: nel 2017 i benefici corrispondevano a € 55.200.000,00, nel 2018 a € 54,600.000,00.

Possono richiedere i benefici in commento le aziende che investono in conciliazione vita–lavoro, attivando per esempio il lavoro agile o Smart Working per i propri dipendenti, oppure creando piani di reinserimento per i genitori rientranti dai periodi di congedo, ed ancora, aprendo piani di flessibilità oraria. Tutti aspetti organizzativi, che hanno come fine l’esigenza della persona, che nel contempo permettono alle aziende di beneficiare di bonus importanti.

In tema di Flexible Benefit

Se la finanziaria del 2016 ha definito dal punto di vista legislativo la conversione dei premi di rendimento in piani di welfare, oggi questa misura si estende a tutte le aziende che applicano il CCNL Metalmeccanica, anche piccole e medie imprese. Per queste aziende infatti, dal 2018,  parte della retribuzione dovrà essere erogata in piani di welfare.

Ma i settori interessati dalla potenziale conversione del premio di rendimento in piani di Welfare, sono molti, vi rientrano infatti tutte le aziende in cui il CCNL di riferimento prevede l’erogazione di un premio variabile. Ne sono un esempio il settore Bancario, Assicurativo, Autoferrotranvieri, Ferrovie, Chimico Farmaceutico.

L’uso di queste misure, sostitutive della retribuzione, implica una convenienza reciproca, sia per le aziende che per i lavoratori; il welfare infatti è esente dalle imposte per i dipendenti (riducendo il cuneo fiscale) e permette alle aziende di risparmiare sui contributi previdenziali.

Come è possibile verificare dagli esempi posti, a parità di erogazione (1.000,00) sia l’azienda che il dipendente potranno beneficiare di un Risparmio.

Gli argomenti sopra accennati rappresentano i temi che approfondiremo in aula durate il Corso in Welfare Aziendale, impareremo ad attuare piani di conciliazione vita lavoro e a richiedere i benefici che spettano alle aziende, analizzeremo lo Smart Working, la sua attuazione e le iniziative a sostegno della persona da parte dell’azienda.

Elaboreremo piani di Flexible Benefit ed effettueremo calcoli di convenienza economica rispetto alle formule retributive più tradizionali.

Impareremo che investire in Welfare conviene, quantificando i benefici che le aziende possono ottenere grazie ai recenti interventi normativi del legislatore.

Articolo di Gianfranco Nobis: formatore di Make it So, nell’area Amministrativa.

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